Sabrina Santamaria

 

Sfogliare le pagine dei sogni è accorgersi di esser vivi
allora sognare è vivere cioè abbracciar l’infinito.

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"Vietato dormire:(20 racconti per restare svegli)" di Andrea Ansevini

Autore: Andrea Ansevini
Titolo: Vietato dormire:(20 racconti per restare svegli)
Casa editrice: Selfpublishing

Recensione edita dal Bimestrale "Le Muse"( Direttrice Maria Teresa Liuzzo, Vicedirettore Davide Borruto)

(a cura di Sabrina Santamaria)

 
Piombare nel sonno dogmatico Kantiano assopisce le nostre coscienze, le ottunde e non ci permette di osservare la realtà,le lenti di ingrandimento, potenti protesi, che ci permettono di scrutare i fenomeni che ci circondano in modo critico. A volte la curiosità potrebbe essere il vettore principale che ci consente di oltrepassare il confine o il limite che ci pone dei freni inibitori; l’antologia “Vietato dormire”, opera   costituita da venti racconti, è un libro dal lessico fruibile, infatti  Andrea Ansevini sente dentro di sé una  profonda  vocazione,  il nostro autore rifugge dall’alienazione, stato psicologico in cui qualsiasi persona potrebbe ritrovarsi facilmente ed  essere inghiottita da questo “mostro”(termine che l’autore predilige). Chissà se fra il gregge almeno una pecora nera possa scardinare l’indottrinamento omologante? L’ipertrofica massificazione  è una grave cancrena  del nostro secolo che  trasforma la collettività in  un pratico inerte sartriano che giace nell’anonimato scevro da obiettivi sociali e culturali. La motivazione del piccolo Mattia, protagonista di “Vietato dormire”,  è encomiabile ed egli vuole attingere dai racconti del nonno Goffredo, il quale era un pilota di aeronautica militare durante la seconda guerra mondiale(Vietato Dormire, pag 21). L’autore ricalca le orme di alcuni autori che sono stati gli antesignani della “letteratura per ragazzi” prendendo come spunto  “Il Piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry, un classico della letteratura europea che tutti conosciamo  per i  tantissimi valori che ci ha trasmesso anche le nuove generazioni sono rimaste affascinate da questo testo.  “Vietato dormire” cita moltissime perle di saggezza e l’onnipresenza dei contenuti profondi sono il fiore all’occhiello di questo capolavoro contemporaneo, soprattutto la metafora delle ali è in sintonia con i sogni giovanili in fondo ognuno di noi nella propria  infanzia ha desiderato di volare sopra i problemi e le difficoltà per oltrepassare ogni cattiveria e malvagità dunque Goffredo, in veneranda età, racconta al suo nipotino le sue reminiscenze infantili. Alcuni racconti racchiusi nell’opera narrano  tantissimi episodi della nostra epoca storica, la genuinità del linguaggio cattura l’attenzione dei lettori i quali si inoltreranno fra i capitoli dell’opera con entusiasmo e alla fine della lettura di questa antologia il loro cuore sarà più affrancato dalla pesantezza della quotidianità. Andrea Ansevini è uno scrittore lungimirante, ha la tempra del  gabbiano Jonathan Livingstone, egli mediante la sua creatività  ama sfrecciare ad alta quota, il suo animo collima con gli spiriti liberi dei suoi protagonisti, anzi questi ultimi sono un’estensione della sua fantasia( Vietato dormire, pag 19).  Mattia e Goffredo sono sognatori a occhi aperti e si impongono di non dormire, di non assopire la loro vitalità, di non svilire la loro immaginazione, hanno due età che rappresentano i poli della vita, uno è all’alba invece l’altro si appresta al crepuscolo, ma non demordono perché entrambi nutrono ancora delle speranze e laddove le notti sono senza luna e senza stelle sanno che le nuvole spariranno e strapperanno un sorriso persino ai più nostalgici pessimisti.   
Sabrina Santamaria

 
 
 
 

"Il giovane Achille" di Alessandro Ricci

Autore: Alessandro Ricci
Titolo: Il giovane Achille
Casa editrice: Nati per scrivere
Alessandro Ricci
Alessandro Ricci

SINOSSI:

A tredici anni Alessio non sopporta nessuno. Né i suoi compagni, sempre pronti a sparlargli alle spalle, né suo padre, da cui si è allontanato dopo la morte della moglie. Ma soprattutto odia se stesso. Colpa del suo tallone d'Achille, una malformazione fisica che lo costringe a camminare zoppicando, attirando risatine e commenti, che alimentano la rabbia che si porta dentro. Un giorno, la fiamma dell'ira esplode, costringendo il padre a inviarlo a un campo estivo, sperando di favorire così la sua socialità. Ma al Campeggio Sorriso Alessio non imparerà solo regole e disciplina. Tra sortite notturne, giochi a Palla Mortale e misteri sotterranei, conoscerà il valore dell'amicizia e l'importanza di vivere ogni giorno a pieno.

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