Sabrina Santamaria

 

Sfogliare le pagine dei sogni è accorgersi di esser vivi
allora sognare è vivere cioè abbracciar l’infinito.

Immergermi fra le onde sinuose della letteratura mi porta all’apice sublime del mio sentire. Dare spazio agli autori attraverso i miei articoli mi conduce a scrutare orizzonti ove il banale occhio umano delinea solo confini. I libri aprono le porte alle particelle invisibili della fantasia e della creatività…

Sabrina Santamaria

L'esercizio della satira attraverso la metrica della filastrocca

(Filastrocche a cura di Maria Teresa Liuzzo edite nella Rivista Internazionale Le Muse- Direttrice Maria Teresa Liuzzo- Vicedirettore Davide Borruto)

L'ispirazione dettata da una musa ironica: l'arguta penna di Maria Teresa Liuzzo

Esprimersi in versi introduce il mondo dei lettori fra le rime di una musicalità intensa; spesso, alcuni generi letterari calzano a pennello per esprimere determinati concetti e stati d'animo tanto è vero che le filastrocche si sposano  con l'ironia e la satira. La filastrocca, per via del suo stile canzonatorio, esprime in modo eccellente le contraddizioni dell'essere umano vittima dei suoi vizi e delle sue debolezze, in molte circostanze, noi  uomini, ci  ergiamo al di sopra dei nostri simili. La nostra Maria Teresa Liuzzo, in modo esilarante, con un'iniezione di umorismo mette in luce la finitudine dell'uomo il quale, inconsapevolmente si innalza e si inorgoglisce, è vittima di odio, gelosia e invidie perdendosi in un'immotivata cattiveria che lo rende perfino grottesco osservato con una razionale lente di ingrandimento . L'autrice con arguzia svela questi malsani meccanismi sociali che non fanno altro che far inceppare il cervello umano in contorti grovigli, difficili da districare, quindi tante volte inciampiamo e siamo preda di una carneficina che infliggiamo a noi stessi perché, in fondo, la malizia umana è  il peggior carnefice divoratore, e l'Io dell'uomo è il primo avversario in assoluto, che in taluni casi diviene ipertrofico, quindi dovremmo forse arrenderci alla morsa di queste serrate trappole mentali? Resteremo sempre sotto scacco di un "genio malvagio" che ci induce a tentazione?

Sabrina Santamaria

 

Il superuomo satirico-grottesco: "Dio è in mutua. Posso aiutarti?" di Domenico Garofalo

Nella società post-moderna le certezze che imperavano nel periodo della modernità si sono sfaldate. I nostri valori si sbriciolano e non resta niente di più di  lontani ricordi nei tempi passati quando da bambini recitavamo la preghiera a scuola e i crocifissi in aula costituivano parte integrante e imprescindibile  dello scenario scolastico italiano(a differenza di questi ultimi anni in cui si discuteva di “togliere i crocifissi dalle aule”).

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La prosa sensuale in "La fermata dell'autobus e altri racconti" di Fabio Adso Da Melk

(a cura di Sabrina Santamaria)

La narrazione è un filtro che si impregna di contenuti che la nostra società, spesso, veicola; lo scrittore e l’artista esprimono con veemenza i disagi socio-culturali e in molti casi, nel corso dei secoli, l’artista “maledetto” o fuori dagli schemi veniva tacciato di immoralità o di follia, ne abbiamo chiari esempi nella storia: Caravaggio, Torquato Tasso, Hölderlin, Vincent Van Gogh, Wilde, Pasolini e tanti altri autori i quali, tutt’oggi, gli studenti approfondiscono le loro opere. Nella letteratura contemporanea, anche inconsciamente, noi lettori tracciamo una linea di demarcazione fra ciò che, a nostro parere, potrebbe essere definita cultura alta e cultura bassa come se alcune tematiche o argomenti avessero una priorità rispetto ad altri, ma forse questo è un errore? Nel fare questa considerazione probabilmente scadiamo in un giudizi di valore?

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La saggistica soave: "Amore e morte nel melodramma dell'800" di Martina Ferrarini

6Mettimi come sigillo sul tuo cuore, 

come sigillo sul tuo braccio; 

perché forte come la morte è l’amore,

tenace come il regno dei morti è la passione:

le sue vampe sono vampe di fuoco,

una fiamma divina!

7Le grandi acque non possono spegnere l’amore

né i fiumi travolgerlo.

Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa

in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo.  Cit tratta da Canticodeicantici, cap 8,6-7

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Lo spirito indomabile di un poeta: "Parole sporche" di Domenico Garofalo

Molti critici letterari sono concordi nell’affermare che la poesia sia il sospiro dell’essere umano e, allo stesso tempo,  un genere letterario sublime che non si apre alla possibilità di un linguaggio popolare o a sproloqui di varia natura. La poiesi la identifichiamo immortalandola in una  creazione scevra da istinti e pulsioni umane, la percepiamo come il frutto aulico dell’anima nostra tanto è vero che  tantissimi autori si adoperano a correggere i refusi nei loro elaborati e così facendo ne eliminano le “scorie”.

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Il sospiro del Daimon:"La Vita nascosta" di Felice Serino

L’anima poetica decanta i suoi versi con espressioni sublimi e soavi. Alcune allitterazioni e anafore costituiscono una dolce sinfonia che suggerisce al lettore una sensazione di morbidezza. Il poeta Felice Serino è un autore  presente nel panorama della letteratura nazionale e  internazionale da circa mezzo secolo; l’originalità dei componimenti del nostro poeta è un sospiro ineffabile, in alcuni versi  era come se stessi origliando il canto eterno di serafiche espressioni; molte poesie in “La vita nascosta” donano la piacevole sorpresa di rimanere sospesi a mezz’aria e tendono la mano al lettore per varcare le trasognate porte dell’infinito, uno degli scopi di questa raccolta poetica, ricca di significati e contenuti, è quello di  estraniare il lettore dal nostro consueto mondo, regime del pratico inerte. Il titolo stesso dell’opera “La vita nascosta” ha molteplici chiavi di lettura; l’uso dell’articolo determinativo  conduce all’estasi in cui  la figura retorica della personificazione diviene candida essenza vitale, alito e soffio dell’amplesso del vivere; fra l’altro, il poeta fa molto riferimento ai sostantivi singolari per farci comprendere che la verità risiede nell’Assoluto(“scrivere la luce inginocchiato nella luce inspirando bellezza ch’emana come da un tempo altro/ pure ami la luce ferita: chiedile delle infinite crocifissioni fattene guanciale in notti di pianto”- “Chiedilo alla luce”, pag 31) e non nel mero e sterile relativismo  in cui il pensiero di massa si perde nel fagocitante conformismo dunque la Somma realtà trova l’epicentro nella singolarità, nell’Uno: “girovagare tra luminarie e vetrine ti richiamano all’incanto del bambino mentre ti lacera dentro la morte del clochard sotto i portici nel gelo” (“Fine anno”, pag 26), .

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"A passeggio con la vita" di Aldo Sisto

(Recensione a cura di Sabrina Santamaria edita dalla Rivista Internazionale "Le Muse")

Dondolarsi fra i propri inconsci labirinti mentali e  far sfavillare le flebili scintille nascoste nell’animo sono due modi di manifestarsi che non possono non appartenere al poeta; soprattutto, nel momento in cui la caducità dell’uomo impatta con l’inevitabile infinito che sconfina ovunque perfino fra gli impulsi elettrici che danno energia ai nostri neuroni. Colui che scrive si scaglia contro la pochezza e la banalità del reale scrollandosi di dosso: le bugie, le infamie, le ingiustizie, le ingiurie; però, al di là, del becero lerciume il poeta sente profondamente dentro di sé la solitudine o  l’inconsistenza esistenziale che si innalza come un “Homo homini lupus” hobbesiano, ma essa   non riuscirà a sottomettere il suo indomabile  spirito guerriero e non gli farà mai  da padrona, bensì l’invadente solipsismo viene messo al servizio dello scrittore affinché questi abbia la possibilità di far fiorire i suoi oceani desertificati, infatti l’autore Aldo Sisto nel suo canzoniere “A passeggio con la vita” riesce a scorgere la parvenza della luce nel fitto tunnel della sua “insperata gioia”.

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"Luce in fondo al tunnel" di Clara Bessi

(Recensione a cura di Sabrina Santamaria edita dalla Rivista Internazionale "Le Muse)

Un battito d’ali di farfalla che si adagia lieta fra gli angoli inconsueti del cuore dell’autrice caldeggia in modo appassionato le pagine di questa breve, ma intensa raccolta poetica. Il sentimento nutrito incondizionatamente da Clara Bessi è una “rosa nel deserto”, come la nostra poetessa sostiene nella sua nota critica: “Un amore  straordinario, sigillato dalla grazia discreta di una Musa capace di esprimere con la trasparenza di un cielo azzurro, tutto lo stupore  che solo il miracolo di una rosa nel deserto potrebbe destare.”

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"Pigmenti di vita"(BookSprint edizioni) di Roberta Sgrò

Recensione pubblicata nella Rivista Internazionale "Le Muse"-Direttrice Maria Teresa Liuzzo-Vicedirettore Davide Borruto

Gli emblemi esistenziali grondano lacrime di sangue inchiodando al muro numerosi momenti della nostra esperienza; le problematiche interpersonali, spesso, si legano insieme quasi come la biogenetica molecolare o come i neuroni che si uniscono mediante le sinapsi.

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"Amore all'improvviso"( Pedrazzi editore) di Monica Sabella

 (Recensione a cura di Sabrina Santamaria edita dalla Rivista Internazionale "Le Muse")

I ricordi dolorosi o quelli nostalgici tornano sempre nei nostri incubi per tormentarci, soprattutto nel momento in cui percepiamo un profondo senso di solitudine le gioie dei nostri momenti pregressi ci conducono negli abissi di una trascorsa felicità che sembra  non tornare più. 

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